PALLADIO MICROCALCE CL 90-S

PALLADIO MICROCALCE CL 90-S
Calce aerea pura, superventilata, micronizzata, vagliata a elevata purezza (fiore di calce) CL 90-S secondo UNI EN 459-1
Descrizione:
MICROCALCE CL 90-S è una calce aerea pura superventilata micronizzata e vagliata avente formula chimica Ca(OH)2, ricavata dallo spegnimento dell’ossido di calcio ottenuto per cottura a temperatura fino a 900°C in for ni verticali, da un calcare a alto grado di purezza. MICROCALCE CL 90-S è una calce aerea purissima, di colore bianco, ideale per la formulazione di materiali per la bio-edilizia, il restauro e la conservazione di beni architettonici tutelati. Gli antichi romani, come i fenici prima, impiegavano come legante principale la calce aerea, o idrato di calce, nella preparazione delle malte e dei calcestruzzi. Vitruvio, nella sua opera De architectura ne descrive la produzione a partire da pietre bianche, cotte in forni (le calchere) dove perdono peso (oggi sappiamo in conseguenza della liberazione di anidride carbonica). Il materiale ottenuto, la calce viva, era poi “spenta” gettandola in vasche piene d’acqua. Inizialmente adoperata nella forma di “calce aerea” (che indurisce solo se a contatto con aria) venne successivamente mischiata con pezzi di argilla cotta (vasellame, mattoni ecc.) oppure pozzolana, una sabbia ricca di silice, che ne alterano le caratteristiche di resistenza ed impermeabilità ma soprattutto ne consentono la presa anche in ambienti non a contatto con aria (tipicamente sott’acqua). Nascevano così le “malte idrauliche”, sebbene a base di calce aerea. In tempi moderni, gli ingegneri francesi della scuola di Ponts et Chaussées nel 1750 iniziarono a costruire le fondazioni dei ponti aggiungendo argilla alla calce e ottenendo quella stessa calce idraulica che sarà studiata dall’inglese John Smeaton. La materia prima per la produzione della calce è il calcare, una roccia sedimentaria ricca di carbonato di calcio (CaCO3) che viene estratta dalle cave del Gruppo Grigolin in varie zone del Veneto. Il materiale, grossolanamente frantumato con diametro dei frammenti nell’ordine di 2-20 centimetri, viene introdotto in forni o fornaci dove viene riscaldato gradualmente a 900-1100°C, per poi uscire dal fondo della fornace nell’arco di circa 10 ore. In questa fase avviene una reazione chimica (reazione di calcinazione) che porta alla liberazione di anidride carbonica e alla produzione dell’ossido di calcio o calce viva: CaCO3 -> CaO + CO2. Dopo la cottura i frammenti di pietra riducono il loro peso di circa il 40% a causa degli atomi di carbonio e ossigeno perduti, e assumono una consistenza porosa. Inoltre il comune colore grigio del calcare viene perso e le pietre diventano per lo più bianche. Esse costituiscono la calce viva che commercializzata così com’è oppure ridotta in polvere, dev’essere conservata in recipienti perfettamente ermetici, poiché è molto igroscopica. Per ottenere la MICROCALCE CL 90-S o calce spenta, il materiale deve subire la reazione di spegnimento: CaO + H2O -> Ca(OH)2 associata a due effetti macroscopici evidenti: un violento rilascio di calore e la disgregazione della pietra per l’effetto espansivo della trasformazione da ossido ad idrossido di calcio. Lo spegnimento può essere condotto in due maniere differenti, per aspersione o per immersione. Nel primo caso si ricorre ad un impianto di spegnimento relativamente complesso che prevede: una prima frantumazione dell’ossido in pietre di dimensione millimetrica, il trasferimento dei frammenti su un nastro trasportatore su cui avviene il vero e proprio spegnimento, mediante spruzzatori che distribuiscono l’acqua su tutta la sezione in modo da bagnare uniformemente le pietre, che si frantumano ulteriormente per la reazione. Dopo la reazione si ottiene una polvere fine detta appunto calce idrata in polvere che viene suddivisa in base alla finezza. È infatti possibile commercializzare la calce aerea in due forme diverse come fiore di calce, di maggiore pregio e costo con specifiche tecniche restrittive descritte da una specifica norma UNI, o come calce da costruzione, di minor pregio e finezza. Lo spegnimento per immersione avviene invece quando le zolle di calce viva vengono gettate in una vasca piena d’acqua. In genere questo tipo di spegnimento avviene in due passaggi, con una prima vasca di spegnimento e il successivo passaggio nelle vasche di stagionatura, dentro le quali si ha la formazione della pasta detta “grassello di calce”. Nelle vasche di stagionatura è essenziale la presenza di un film d’acqua di qualche centimetro sopra la massa plastica che garantisce che l’idrossido di calcio non reagisca con l’anidride carbonica dell’aria. Un altro metodo di produzione del grassello prevede di ottenere la pasta per successiva idratazione della calce idrata in polvere ottenuta dall’impianto di spegnimento per aspersione. Questa metodologia di produzione porta ad un grassello di qualità inferiore rispetto a quello ottenibile per immersione e lunga stagionatura. La sospensione bianca che “galleggia” sopra il grassello è a volte venduta come latte di calce. La presa inizia con l’asportazione dell’acqua e la successiva essiccazione. Ciò la rende inutilizzabile per le applicazioni a contatto con l’acqua (ponti, moli), ma la rende preferibile al cemento dove l’essiccazione avvenga rapidamente, come nell’applicazione di intonaci. Una volta che la calce si è essiccata, a contatto con l’anidride carbonica presente nell’atmosfera inizia un lento processo che la trasforma in calcare (carbonatazione), il composto originario dal quale è stata prodotta. La reazione è: Ca(OH)2 + CO2 -> CaCO3 + H2O. Anche se la reazione precedente è corretta dal punto di vista formale, la reazione reale è più complessa. Osservando la precedente reazione infatti, il processo sembrerebbe avvenire tra un solido Ca(OH)2 e un gas CO2, mentre in realtà la reazione avviene in fase acquosa grazie all’acqua di impasto della calce. L’idrossido di calcio infatti si scioglie in acqua, grazie ad una buona solubilità, l’anidride carbonica si scioglie anch’essa in acqua, formando una specie indicata come acido carbonico H2CO3, da cui per reazione acido base si forma un sale poco solubile, ovvero il carbonato di calcio. La forma corretta è dunque: Ca2+ + 2OH- + 2H+ + CO3 2- -> CaCO3 + 2 H2O MICROCALCE CL 90-S si presenta come un cristallo incolore, una polvere bianca finissima superventilata.
Campi D'impiego:
MICROCALCE CL 90-S è utilizzata come uno speciale legante purissimo nella formulazione dei prodotti della linea PALLADIO. MICROCALCE CL 90-S è particolarmente indicata per la formulazione di malte, intonaci e finiture colorate, traspiranti ed eco-compatibili nell’ambito del restauro e della conservazione dei beni architettonici. Se si analizza chimicamente un campione di intonaco originale prelevato da un cantiere di un edificio storico è possibile notare certamente la presenza come legante della calce aerea, o idrato di calcio, o grassello di calce. Per mezzo del legante MICROCALCE CL 90-S è possibile formulare a campione prodotti perfettamente compatibili con i manufatti architettonici del territorio italiano.
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